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Equazione di Drake sugli alieni

Come superare l’equazione di Drake e non essere più pessimisti nella caccia agli Alieni

Perché ancora non sappiamo dire se ci sono civiltà extraterrestri nella nostra galassia nonostante

il numero degli esopianeti conosciuti sia arrivato a più di 3000? Colpa dell’equazione che Frank Drake nel 1961 elaborò –

senza farne una cosa definitiva, tipo una legge universale come l’E=mc2 di Einstein –

per indirizzare in un canale logico la discussione sulla vita aliena. In uno dei recenti numeri del Giornale dell’Astrobiologia l’hanno sostenuto

l’astrofisico Adam Frank e l’astronomo Woodruff Sullivan (rispettivamente a sinistra e a destra nella foto).

Quest’ultimo l’ha poi spiegato in un articolo uscito sul New York Times.

Drake sostenne che la probabilità di contatto con gli extraterrestri dipende da quante civiltà aliene avanzate esistono nella galassia.

Identificò 7 fattori per arrivare alla loro determinazione.

Ai suoi tempi solo il primo fattore, il numero delle stelle che nascono ogni anno, era quantificabile e noto. E questo è stato a lungo un limite non valicato.

Oggi, invece, grazie recenti scoperte, siamo saliti a quota 3 parametri: sappiamo infatti che ci sono almeno 100 stelle in grado di ospitare pianeti

e che il 20-25 per cento di questi sono nel posto giusto perché si formi la vita (nei termini e nei modi a noi conosciuti).

Secondo i due studiosi, questa situazione ci mette nelle condizioni per dire qualcosa di definitivo sulle civiltà extraterrestri.

Ma va fatto un passo in avanti rispetto all’equazione di Drake. Invece di domandarsi quante civiltà esistano attualmente,

Frank e Sullivan si interrogano sulla probabilità che la razza umana sia l’unica comunità tecnologica mai apparsa.

Questo ci lascia con tre soli fattori sconosciuti, però riuniti in un’unica categoria “biotecnica”:

la probabilità della creazione di una vita intelligente e dotata di capacità tecnologica. E se anche questo valore è basso,

le chance che non siamo la prima civiltà tecnologica sono alte.

Traducendo in numeri: se con l’equazione di Drake si arrivava a determinare che la probabilità che si formasse una civiltà

è di una su 10 miliardi per pianeta, con il nuovo sistema si calcola che un miliardo di miliardi di civiltà

sarebbero apparse nel corso della storia del cosmo. E questo farebbe scendere a livelli illogici il pessimismo circa l’esistenza di E.T.

Fonte.

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