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40 anni di Goldrake, una serie animata entrata nella leggenda

Il 4 Aprile 1978 rappresenta per la TV italiana una data storica.

Su Rete Due – come allora si chiamava Rai Due -, alle ore 19.00,

venne trasmessa un’innovativa serie animata giapponese che in Italia fu intitolata Atlas Ufo Robot,

ma che per tutti diventa immediatamente Goldrake dal nome del suo protagonista,

uno straordinario e portentoso robot che difende il pianeta Terra a colpi di maglio perforante e alabarda spaziale

dai malvagi alieni venuti da Vega.

Il titolo Atlas fu un clamoroso errore di traduzione per via di una rivista francese che portava questo titolo, ma nella

traduzione italiana la parola Atlas fu associata in modo permanente alla parla Goldrake.

Ma l’errore conto poco e non intacco il successo che ebbe…..

Per le classi di bambini, infatti, nati negli anni settanta fu amore a prima vista

e per i palinsesti televisivi una autentica rivoluzione.

Di lì a qualche mese, complici anche i cambiamenti legislativi in materia di trasmissioni via etere, in tutta Italia

è un proliferare di emittenti private che per riempire il maggior numero possibile di ore di programmazione si

rivolgono al mercato giapponese acquistando decine e decine di cartoni animati.

Sulla scia di Goldrake arrivano così numerosi altri robot ed eroi spaziali che fanno da apripista a una vera e propria

invasione dei teleschermi.

Goldrake però è il primo, il più amato, il più imitato. Entra prepotentemente nelle case dei bambini italiani

ammaliandoli con le sue avventure, i suoi protagonisti, i suoi colori sfavillanti per chi ha la fortuna

di possedere già una televisione a colori.

Nei salotti i bambini discutono animatamente con i loro genitori per non perdersi una puntata del loro robot preferito.

I negozi vengono invasi da giocattoli con la sua effige, a scuola diventa l’argomento preferito (se non l’unico) di disegni

e componimenti. Anche i giochi cambiano. I cowboy e gli indiani cedono il passo al nuovo eroe della fantascienza

e il linguaggio stesso dei bambini si arricchisce di neologismi ed espressioni mutuati direttamente dal cartone animato.

È in atto una vera e propria trasformazione che all’inizio desta sorpresa, incuriosisce,

ma che in un secondo momento suscita preoccupazione in genitori, insegnanti, psicologi e addirittura politici.

Goldrake diventa così il bersaglio preferito di ogni tipo di critica.

Contro di esso si scagliano anatemi, si invoca un’azione censoria da parte della Commissione di Vigilanza della RAI,

nascono vere e proprie crociate e sui quotidiani è un profluvio di articoli, lettere, commenti, editoriali ed elzeviri.

In occasione del quarantesimo anniversario della trasmissione italiana abbiamo provato a raccontare alcune curiosità

sulla serie che non tutti conoscono per celebrare degnamente il compleanno di un eroe che è entrato ormai

a fare parte dell’immaginario di più di una generazione.

Furono realizzate due versioni della sigla e le stesse poi vendute su 45 giri riscossero un grandissimo successo.

Eccovi le due versioni qui distinte:

Una curiosità fu la tematica di questo cartone animato, a quell’epoca i cartoni animati erano considerati fondamentalmente roba per bambini. Certo, alcune fiabe potevano avere momenti più drammatici, ma tendenzialmente un cartone animato era una storia allegra con disegni colorati, personaggi semplici e lieto fine. Goldrake invece ci mostrava un personaggio tormentato che combatteva nemici che arrivavano dallo spazio. Il tema di Actarus, straniero in terra straniera, che cerca di aiutare il popolo che lo ospita conteneva il potenziale per scatenare riflessioni filosofico-politiche che fino a quel momento erano ben lontane dalle serie animate. Goldrake era un cartone con moltissimi livelli di lettura, non era una roba per bambini, era la prova che si poteva fare intrattenimento d’evasione senza per questo rinunciare a qualcosa di più alto, senza tradire a dei contenuti che potessero piacere a più fasce di pubblico. Ecco perché, vuoi per la novità, vuoi per la sua universalità, veniva visto anche da un pubblico più adulto.

Non mancarono i problemi però, causa la dissonanza tra l’immagine di un cartone animato e i contenuti Goldrake fu al centro di furiose polemiche. In parte questo era anche legato al fatto che rappresentava qualcosa di nuovo, completamente diverso e quindi non incasellabile secondo i costumi dell’epoca, quindi andava rigettato. Come spesso accade un esercito di genitori preoccupati, benpensanti, educatori, giornalisti e ovviamente politici iniziarono un bombardamento di fila che culminò con una interrogazione parlamentare che puntava alla chiusura della trasmissione. Seguì poi la famigerata “Crociata di Imola” in cui 600 genitori della città emiliana inscenarono una protesta con tanto di raccolta firme che finì sui principali giornali. Una assurdità per i giorni nostri….

La polemica si sparse a macchia d’olio e ovviamente Goldrake e i cartoni giapponesi furono accusati di traviare le giovani menti, ispirare violenza e intaccare l’italico valore di storie nostrane, come Pinocchio ignoranza e terrorismo psicologico, veicolato anche attraverso leggende metropolitane di bambini che si lanciavano dalla finestra fingendosi Actarus, erano all’ordine del giorno. Per fortuna i dirigenti Rai e delle tv private tennero duro, aiutati da ascolti e indici di gradimento mai visti. Fra i pochi che cercano di analizzare il fenomeno senza paranoie ci fù, a sorpresa, Gianni Rodari, che con un guizzo non da poco paragonò Goldrake a Ercole e agli eroi classici, intuendone le somiglianze mitologiche e la capacità di creare una nuova narrativa epica e le avventure del nostro eroe furono salve….

E dopo 40 anni Goldrake continua a far sognare grandi e piccini.

About Dario Valeri

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